lunedì 21 maggio 2012

Da Brindisi a Catania in piazza per dire "NO" alla Mafia




E’ un presidio di circa 200 persone quello che si è riunito sabato 19 Maggio alle 17:00 davanti la prefettura di Catania, in via Etnea, ma forte quanto basta per gridare il proprio dissenso all’organizzazione criminale, che secondo gli inquirenti è responsabile dell’ordigno esploso la mattina stessa qualche minuto prima delle 8:00, davanti l’istituto tecnico femminile “Mordillo - Falcone” di Brindisi, causando la morte della sedicenne Melissa Bassi, ed è responsabile delle gravi condizioni cliniche in cui versa la coetanea Veronica Capodieci.



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La modalità dell’attentato, tre bombe a gas nascoste all’interno di un cassonetto della raccolta differenziata, distante pochi metri dall’istituto e la scelta di colpire una scuola che porta il nome del magistrato proprio nella giornata della legalità, nella città che ospita la carovana antimafia,  hanno fatto pensare fin da subito che l’atto  barbarico fosse di stampo mafioso, ma non vengono escluse  le altre piste, vista la mancanza di un chiaro movente.



Un atto orribile che ha scatenato manifestazioni di solidarietà e protesta  contro l’attività criminale in tutto il Paese, oltre alla sospensione della “notte dei musei” prevista per sabato sera in tutte le città italiane.



Così come Brindisi, Roma e Palermo anche Catania sabato è scesa in piazza per denunciare il proprio dissenso all’attività mafiosa, presente nel nostro Paese, e  per fare in 
modo che quanto accaduto a Brindisi, non cada nel silenzio dell’indifferenza.



Alla manifestazione partita dalla prefettura e terminata dopo la marcia alla Villa Bellini, hanno partecipato il Movimento Studentesco, Anpi, Sel,  Rifondazione Comunista, Gapa, Libera, CGIL, i Giovani Democratici ed altre associazioni, tra le quali anche l'associazione Orbis.

Durante il sit- in si è aperto un acceso dibattito sulla collusione tra mafia e stato, che ha scatenato forti contestazioni, quando il sindaco Stancanelli ha chiesto di intervenire. L’ondata di polemica è partita da Rifondazione Comunista e da alcuni componenti dell’ex centro popolare occupato Experia che, sulle note di "Bella Ciao", hanno chiesto le dimissioni del primo cittadino, mentre la folla gridava «fuori la mafia dallo Stato».



«Pensavo di poter esprimere il mio cordoglio per quanto avvenuto a Brindisi» ha risposto Stancanelli, appoggiato da quanti tra i manifestanti hanno sostenuto il principio democratico della libertà di parola.

Ramona Tafuri

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