E’ un presidio
di circa 200 persone quello che si è riunito sabato 19 Maggio alle 17:00 davanti la
prefettura di Catania, in via Etnea, ma forte quanto basta per gridare il proprio dissenso
all’organizzazione criminale, che secondo gli inquirenti è responsabile
dell’ordigno esploso la mattina stessa qualche minuto prima delle 8:00, davanti
l’istituto tecnico femminile “Mordillo - Falcone” di Brindisi, causando la morte
della sedicenne Melissa Bassi, ed è responsabile delle gravi condizioni
cliniche in cui versa la coetanea Veronica Capodieci.
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La modalità
dell’attentato, tre bombe a gas nascoste all’interno di un cassonetto della
raccolta differenziata, distante pochi metri dall’istituto e la scelta di
colpire una scuola che porta il nome del magistrato proprio nella giornata
della legalità, nella città che ospita la carovana antimafia, hanno fatto pensare fin da subito che l’atto barbarico fosse di stampo mafioso, ma non
vengono escluse le altre piste, vista la
mancanza di un chiaro movente.
Un atto
orribile che ha scatenato manifestazioni di solidarietà e protesta contro l’attività criminale in tutto il Paese,
oltre alla sospensione della “notte dei musei” prevista per sabato sera in
tutte le città italiane.
Così come Brindisi,
Roma e Palermo anche Catania sabato è scesa in piazza per denunciare il proprio
dissenso all’attività mafiosa, presente nel nostro Paese, e per fare in
modo che quanto accaduto a
Brindisi, non cada nel silenzio dell’indifferenza.
Alla
manifestazione partita dalla prefettura e terminata dopo la marcia alla Villa
Bellini, hanno partecipato il Movimento Studentesco, Anpi, Sel, Rifondazione Comunista, Gapa, Libera, CGIL, i Giovani Democratici ed altre associazioni, tra le quali anche l'associazione Orbis.
Durante il
sit- in si è aperto un acceso dibattito sulla collusione tra mafia e stato, che
ha scatenato forti contestazioni, quando il sindaco Stancanelli ha chiesto di
intervenire. L’ondata di polemica è partita da Rifondazione Comunista e da
alcuni componenti dell’ex centro popolare occupato Experia che, sulle note di "Bella Ciao", hanno chiesto le dimissioni del primo cittadino, mentre la folla gridava
«fuori la mafia dallo Stato».
«Pensavo di
poter esprimere il mio cordoglio per quanto avvenuto a Brindisi» ha risposto
Stancanelli, appoggiato da quanti tra i manifestanti hanno sostenuto il
principio democratico della libertà di parola.
Ramona Tafuri
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